I NOSTRI SPETTACOLI

LE PARTICELLE DI ALICE



9 lezioni su spazio, tempo e fisica quantistica tenute per un impavido gruppo di spettatori durante una rocambolesca caccia al coniglio bianco.

Creato in collaborazione con il CNR e CIAC, lo spettacolo nasce con l’esigenza di comunicare a un pubblico trasversale le concettualizzazioni della fisica delle particelle attraverso un approccio multimediale.

Utilizzando i riferimenti e la struttura dell’Alice di Lewis Carroll si indagano spazio, tempo, materia, energia e modelli di universo, concetti che nella prospettiva quantistica stanno rivoluzionando il nostro mondo.

Non è un caso che Alice sia anche l’acronimo di A Large Ion Collider Experiment, un enorme progetto portato avanti al CERN di Ginevra.

Con
Sonia Barbadoro Arianna di Stefano, Massimo Fanelli, Cristian Giammarini, Doron Kochavi, Daniele Santoro, Claudia Vegliante
i ricercatori del CNR
l’astrofisico Giangiacomo Gandolfi

Regia
Luigi Saravo

costumi, scenografie, effetti speciali
Annamaria Porcelli, Sergio Maria Minell



EXOODOS

Lo spettacolo nasce da un progetto sull’immigrazione sviluppato a Roma dal nostro gruppo di lavoro composto da africani, europei e israeliani.

Entrando in contatto con luoghi dove risiedono immigrati clandestini abbiamo esplorato le loro storie, dai luoghi d’origine dell’Africa centrale, passando per i viaggi che hanno dovuto affrontare per fuggire da situazioni violente, su verso il nord Africa, passando per i centri di raccolta in Libia, fino ai viaggi in mare.

Da queste storie abbiamo estratto un modello narrativo e l’abbiamo sviluppato per la scena arrivando alla composizione di uno spettacolo prevalentemente visivo, che superando le barriere linguistiche, è in grado di raccontare le esperienze raccolte e di riproporle a chi ce le ha fornite in un lavoro di scambio e cooperazione capace di essere testimonianza di quelle esperienze.

La forma scenica del nostro lavoro è essenziale, costituita da immagini fortemente evocative e profondamente radicate nella realtà dei fatti che continuano ad accadere.

La storia che proponiamo nasce in un posto dove la violenza distrugge la vita e da dove si parte non perché si vada da qualche parte ma perché si va via e basta. E poi c’è questa donna e il suo bambino che sta per nascere, che fuggendo trova prigionia, ancora violenza, e un’altra fuga per sé e la vita che si porta dentro, fino a trovarsi su una barca che non ce la fa ad arrivare da nessuna parte. Eppure la vita che quella donna si porta dentro arriva fino a noi, fino al pubblico che segue la storia, e quella vita, quel bambino, vengono consegnati al pubblico, lì dove un viaggio finisce e ne comincia un altro.

Con

Daniele Santoro, Beatrice Olga Valeri, Chiara Felici, Doron Cochavi, Yonas Aregay, Olumide Bobola, Lovely Okungbowa, Francesca Dinale e i percussionisti del Matemù/Cies capitanati da Andrea Pantaleone

Progetto e regia

Luigi Saravo

MNEMOSINE

MNEMOSINE è uno spettacolo sul tema della perdita e del lutto che utilizza la Shoah come nucleo generativo.

Il nostro obiettivo è stato di costruire un percorso a partire dai meccanismi fisiologici della memoria mettendoli in relazione al concetto del lutto e alla sua elaborazione utilizzando come contesto narrativo la Shoah.

La storia su cui si centra la scrittura dello spettacolo riguarda una famiglia di quattro persone, padre, madre, figlio maggiore, figlia minore, nella quale il figlio maggiore scompare nel gorgo nazista.

Da qui la famiglia si trova a dover elaborare questa perdita all’interno di una dimensione di trauma che rende difficile comunicare alla sorella minore, al tempo della scomparsa ancora piccolissima, la verità sul fratello scomparso.

Nei nostri percorsi esplorativi ci è più volte capitato di imbatterci in racconti che fanno capo a un grande non detto all’interno delle famiglie ebraiche. Senza addentrarci nei complessi meccanismi sociologici e psicologici dell’elaborazione di una tragedia collettiva come la Shoah abbiamo voluto concentrarci su questi casi e su come abbiano risposto alle condizioni che si erano andate a creare.

Il linguaggio di cui lo spettacolo si compone è essenzialmente visivo e si snoda attraverso una serie di quadri collegati tra loro da nessi narrativi. Nel lavoro ci siamo chiesti quale taglio dare alla nostra narrazione. Se seguire un percorso narrativo lineare che potesse essenzialmente dar conto dei fatti o se dare forma al modo in cui i meccanismi della memoria funzionano. Abbiamo scelto di seguire questa seconda strada e ci siamo trovati in un contesto compositivo dove il passato e il presente dialogano costantemente tra loro, dove i sentimenti del momento modificano le sensazioni e le strutture d’immagini del passato e dove, quindi, la memoria si costituisce come un processo plastico, profondamente radicato nel linguaggio simbolico.

È a questo linguaggio che abbiamo dato forma, mirando, quindi, ad un coinvolgimento più intuitivo e associativo dello spettatore.

Progetto di Doron Kochavi e Luigi Saravo

Scritto da Doron Kochavi e Luigi Saravo

Regia di Luigi Saravo

con

Chiara Felici

Cristian Giammarini

Doron Kochavi

Daniele Santoro

Beatrice Olga Valeri

Claudia Vegliante

ENIO’ – MATERIALI PER UNA TERRA PERDUTA

Enio è un viaggio attraverso la Turchia alla ricerca dei resti dell’antica Troia durante il quale si mescolano antiche e nuove guerre del medio oriente.

Il resoconto di questo viaggio viene restituito da un narratore che attraversando la costa turca incontra colonne di bambini in fuga e vive nella sua immaginazione i resti di una guerra di tremila anni prima.

Se dovessimo datare questo viaggio dovremmo partire dalla fine del settembre 2019 perché al termine del suo viaggio il narratore si troverà in Siria durante i dieci giorni di guerra partiti il 9 ottobre 2019 quando i turchi lanciano il loro attacco al popolo curdo.

A questo percorso narrativo, diviso in quattro sezioni, si intessono quattro momenti rappresentativi dove la guerra prende reale forma scenica attraverso quattro temi: il lutto, lo stupro, la battaglia e il ricordo.

La forma scenica dello spettacolo sceglie una via a cavallo tra il rapporto diretto col pubblico e la costruzione di momenti scenici dal prevalente impatto visivo realizzati attraverso strumenti semplici e radicalmente teatrali.

Con

Chiara Felici

Cristian Giammarini

Doron Kochavi

Daniele Santoro

Mariangeles Torres

Progetto, drammaturgia e regia Luigi Saravo